Benessere e clima aziendale

Leadership Umana, un trend 2024: perché è un aspetto fondamentale in ambito HR e come può aiutare le imprese a migliorare il rendimento

Il concetto di leadership umana è un tema estremamente attuale e infatti rientra nella top 10 dei trend 2024 per l’area HR.
Ma cosa significa esattamente essere un leader ed esercitare uno stile di leadership umana nello specifico?

Leader umano: chi è e cosa fa?

A parlare di leader, e per estensione di leadership, viene spontaneo pensare alla assai diffusa vignetta che ne esemplifica la differenza con il “boss”: dove questo sta seduto comodamente al comando e sprona i lavoratori a colpi di frusta, il leader è quella figura che invece scende in mezzo ai suoi collaboratori e fa rispettosamente loro da guida attiva e operativa.

Consultando Wikipedia: “Con leadership, in italiano direzione o comando o guida, si intende la posizione di colui che in una struttura sociale organizzata occupa la posizione più elevata, nell’interazione col resto del gruppo. Tale figura viene generalmente definita capo o guida o leader.”

Il leader è quindi qualcuno che prende sulla sua persona la responsabilità di un gruppo e, specialmente per quello che concerne un ambito aziendale e di business, ha il compito di portarlo al raggiungimento di determinati obiettivi.

Una prima imprescindibile caratteristica del leader efficace è senz’altro quella di avere le conoscenze e le competenze necessarie per tracciare un obiettivo e avere una strategia per raggiungerlo. Tutti elementi che sono almeno in parte sostenuti dalla formazione accademica ricevuta e dall’esperienza diretta. Il know-how.

La storia recente – basti pensare alle sfide portate dalla pandemia – ha tuttavia dimostrato che tali requisiti non sono da soli sufficienti a sostenere il compito del leader efficace. Abbiamo la nave-azienda, abbiamo la meta-obiettivo e abbiamo la rotta-strategia. Ma come approcciarsi al nostro equipaggio-team per arrivare tutti in modo vincente e costruttivo a destinazione, senza perdere preziosi elementi lungo la via e nutrendo i singoli e la loro motivazione affinché crescano in competenze e soddisfazione dando il meglio di sé?

Nel tempo si sono delineati diversi possibili approcci, o stili di leadership.

Stili di leadership, cosa sono?

Già nel 1939 lo psicologo Kurt Lewin, attivo nel campo della psicologia sociale e della dinamica dei gruppi, invitava ad abbandonare l’idea che leader si nasce esclusivamente perché naturalmente dotati di tratti caratteriali favorevoli, presentando invece in modo sperimentale ed empirico come fossero specifici tipi di comportamento, o stili di leadership appunto, a sollecitare determinate risposte da parte del gruppo di riferimento.

Uno stile di leadership è quindi quell’insieme di comportamenti e azioni che un leader efficace adotta per guidare, motivare e influenzare gli altri.

Ogni stile di leadership può essere senz’altro appreso e affinato, seguendo alcune linee guida generali, ma bisogna comunque riconoscere che molto dipende anche dalla personalità del leader, dalle sue esperienze passate, dalle preferenze individuali così come dal contesto in cui agisce.

Gli stili di leadership possono variare ad esempio in termini di autorità, coinvolgimento dei membri del team, comunicazione, motivazione e gestione dei conflitti. Ogni stile ha i suoi punti di forza e le sue debolezze, e può essere più o meno efficace a seconda della situazione e degli obiettivi da raggiungere.

Vediamo i principali:

  • Stile di leadership autocratico: il leader prende decisioni in autonomia, senza coinvolgere gli altri.
  • Stile di leadership democratico: il leader coinvolge il team nelle decisioni.
  • Stile di leadership laissez-faire: il leader offre libertà completa alla sua squadra, intervenendo solo se e dove necessario.

Sempre secondo gli studi di Lewin, lo stile di leadership democratico risulta il più efficace per dare motivazione e ottenere la collaborazione del team.

Cosa comporta questo per un’azienda? In breve, risultati e idee migliori, supporto, competenze, efficienza e un senso generale di soddisfazione dei propri collaboratori.

Possiamo quindi affermare che lo stile di leadership umana appartenga allo stile di leadership democratica?

Sì, e no.

La leadership umana, cos’è e come si declina

La leadership umana si basa sulla consapevolezza di sé e sugli altri, sulla capacità di ascolto e sulla costruzione di un ambiente inclusivo e collaborativo. Questo stile di leadership promuove la crescita personale e professionale dei membri del team, attraverso la motivazione, incoraggiandoli a esprimere il proprio potenziale e a contribuire al successo collettivo.

Lo stile della leadership umana unisce le necessarie competenze tecniche all’intelligenza emotiva: la capacità di comprendere i propri collaboratori nel loro essere persone uniche, con situazioni uniche, che siano di carattere personale, etnico, o di genere per esempio.

Chi pratica la leadership umana quindi non si limita a lavorare a stretto contatto con il suo team, offrendo guida e competenze e coinvolgendo i membri nei processi e nelle decisioni. Il leader umano riesce a fornire ai suoi collaboratori una visione, un obiettivo comune cui tendere grazie al lavoro di squadra. Questo sviluppando e sempre migliorando le proprie capacità relazionali, attraverso empatia e compassione.

La leadership umana quindi si basa e progredisce sulla fiducia e sull’attenzione alle esigenze individuali dei membri del team. I leader umani si sforzano di comprendere le persone che guidano, stabilendo relazioni significative e incoraggiando la partecipazione attiva. Essi sono in grado di ispirare gli altri attraverso l’esempio e la comunicazione autentica.

 

Quali dunque i vantaggi concreti per un’azienda?

Come leggiamo nel Sole 24 Ore: un manager influenza per il 70% l’engagement del team, e come diretta conseguenza lo stile di leadership adottato ha ripercussioni sul personale per retention, produttività, attraction e wellbeing.

Come?

Citato nell’articolo, troviamo Daniel Goleman, psicologo e giornalista statunitense, che nei suoi testi ha introdotto proprio il concetto di intelligenza emotiva e ha scritto ampiamente sull’importanza della leadership umana in azienda. Egli sostiene che una leadership efficace non si limita alla sola competenza tecnica, ma include anche la capacità di gestire le emozioni proprie e degli altri, di comunicare in modo empatico e di ispirare e dare motivazione al team. Goleman sottolinea che i leader che dimostrano intelligenza emotiva sono in grado di creare un clima positivo e produttivo all’interno dell’organizzazione, influenzando direttamente il morale, l’impegno e la performance dei dipendenti.

E tutto ciò si traduce in effetti positivi per le realtà aziendali, quali l’aumento del fatturato.

Secondo uno studio condotto da Gallup, le aziende con dipendenti altamente impegnati e motivati registrano un aumento del 21% nella produttività. Inoltre, i dipendenti motivati tendono ad essere più creativi, innovativi e orientati al cliente, il che può portare a un miglioramento della qualità del prodotto o del servizio offerto, aumentando così la soddisfazione del cliente e generando un incremento delle vendite.

Inoltre, un ambiente lavorativo positivo può contribuire a ridurre l’assenteismo, l’attrito e i costi di reclutamento e formazione dei dipendenti.

In conclusione, si può affermare che, per quanto sia difficile quantificare in modo puntuale di quanto possa aumentare il fatturato di un’azienda grazie a dipendenti motivati e soddisfatti, è tuttavia chiaro che un clima positivo e un’alta motivazione dei dipendenti possono avere un impatto significativo sul successo finanziario dell’azienda.

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