Tradurre le logiche dell’Economia Circolare in attività operative

Da lineare a circolare: la riconversione Green dei modelli produttivi

Sentiamo parlare sempre più spesso di Economia Circolare: ma quando diventerà realtà? La risposta è: quando tutti gli attori della scena economica, sociale e pubblica, acquisiranno completa consapevolezza dei benefici tangibili del diventare parte attiva del Green New Deal.

Le proiezioni della Commissione europea sul tema sono molto ottimiste: entro il 2030 le imprese che avranno fatto propri i principi dell’Economia Circolare non solo beneficeranno di un aumento di quasi l’1% del PIL europeo, ma potranno contare anche sulle competenze avanzate di oltre 2 milioni di lavoratori specializzati.

Quindi, per entrare in questo circolo virtuoso, quali sono le misure “green” e “circolari” che le imprese possono attuare fin da subito?

Economia Circolare in azienda: misure “green” e strumenti

È innegabile che oggi le organizzazioni si trovano dinnanzi a un bivio: continuare secondo il modello convenzionale di produzione, che diventerà via via sempre più svantaggioso, costoso, inefficiente e disincentivato? Oppure ripensare i propri schemi di produzione, concepire prodotti e nuovi servizi a essi associati, che sfruttino materiali di recupero, scomponibili, aggiustabili o riciclabili, riposizionando o rafforzando il proprio Brand, conquistando nuove fette di mercato e aumentando la competitività?

Questo secondo modello, economico e sociale, è supportato a livello europeo e nazionale da una normativa sempre più allineata ai reali fabbisogni dei cittadini. Giorno dopo giorno, vediamo il passaggio progressivo dalla teoria alla pratica: sempre più imprese fondono il concetto di Circular Economy con il DNA del tessuto produttivo adottando e implementando strategie green, circolari, eco-sostenibili e a basso impatto ambientale.

Già oggi, l’Ecodesign è una realtà diffusa: sempre più imprese progettano prodotti e servizi in ottica eco-compatibile, privilegiando l’impiego di materie “seconde” ottenute da processi di recupero e riciclo di materiali già utilizzati una prima volta.

Un esempio? Alcune linee di complementi di arredo per cucine e salotti impiegano un legno fossile, accumulato nel corso dei millenni dal trasporto solido dei fiumi, che, in quanto tale, non comporta la deforestazione di alberi. Oppure l’utilizzo di un marmo proveniente da cave dismesse ed estratto secondo precisi criteri di lavorazione responsabile e controllata, che rivalorizza la materia prima evitando la ricerca di altri giacimenti.

Un altro esempio è la carta, ottenuta da alghe, scarti della lavorazione agroalimentare, o residui della concia del pellame. O ancora, tessuti e imbottiti “chemical free”, ottenuti dai sottoprodotti della lavorazione e trasformazione degli agrumi.

Formarsi e informarsi per diventare sostenibili

Ma non basta. Le imprese all’avanguardia stanno lavorando per ottenere riconoscimenti internazionali in termini di “Green Label”, “marchio sostenibile”, “reputazione verde”, “rating di sostenibilità”, con la consapevolezza che i loro sforzi verranno ripagati dalla normativa nazionale ed europea. Già oggi sono riservati infatti numerosi vantaggi alle attività produttive con certificazioni ambientali di processo e di prodotto.

Sembra fantascienza, ma è realtà. Le imprese, consapevoli del loro ruolo cruciale nella transizione green e circolare, stanno investendo gran parte dei loro profitti non solo in Ricerca & Sviluppo, ma anche nella riorganizzazione degli asset aziendali, nell’upgrade della dotazione impiantistica e tecnologica, in forniture energetiche da fonti rinnovabili, nella scelta di prodotti chimici rispettosi dell’uomo e dell’ambiente e, infine, in formazione per acquisire conoscenze e competenze trasversali.

Queste imprese si stanno avvantaggiando, è indubbio, anticipando le inevitabili obbligatorietà che scatteranno nei prossimi anni. Le loro strategie di crescita e sviluppo sono basate sui principi di proattività, collaborazione, crescita condivisa, con la consapevolezza che ognuno di noi può e deve fare la propria parte.

Forte di impegno diffuso e grazie ai meccanismi di incentivazione a imprese e Pubbliche Amministrazioni che i Governi stanno via via implementando, l’Economia Circolare cambierà per sempre il sistema di produzione e consumo sin ora conosciuto, e i vantaggi saranno concreti, presto e per tutti.

La consapevolezza del proprio ruolo è il perno del nuovo modello economico e sociale, di cui siamo tutti protagonisti.

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